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Disordini Alimentari

cibo

Godere del cibo per piacere e per piacersi è una bella realtà

Il corpo è il bigliettino da visita che si presenta al mondo e il cibo è lo strumento privilegiato che si usa per controllare o evitare il rapporto con se stessi e con gli altri.
Anoressia, bulimia e binge eating sono disordini di comportamento che svuotano o riempiono compulsivamente il corpo di cibo. Per chi soffre di questi problemi diventa difficile capire che il rapporto con il cibo non è né un vizio né una virtù, ma una necessità piacevole. Di conseguenza, può risultare quasi impossibile pensare che una “sana alimentazione” sia uno dei presupposti essenziali del “vivere al meglio” e del godersi la vita.

Al di là delle deformazioni del nostro sguardo, che ci può far percepire brutti, grassi, magri o inadeguati, esiste la percezione che ci rimandano gli occhi degli altri. Questi possono dichiarare rifiuto o giudizio e, sommati ai nostri occhi, possono indurre un forte stato di disagio con sé, con gli altri e con il mondo.

I disordini alimentari sono sempre più frequenti a partire dall’adolescenza, sembra quasi che a quell’età, quando ci si trova davanti al proprio corpo allo specchio, il rapporto con il cibo diventi un metro di valutazione della propria autostima.

Si può scegliere di non mangiare per dimagrire e si può arrivare persino all’anoressia, ossia all’astinenza dal “piacere” tramite un controllo ossessivo del cibo che porta ad un dimagrimento drastico, considerevole e persistente, che crea isolamento e compromissione significativa della qualità di vita. Di contro, si può scegliere invece di “buttarsi” nel cibo, spesso per sedare l’ansia o per colmare i vuoti, con il rischio di arrivare a problematiche come la bulimia e il binge eating (sindrome da alimentazione incontrollata) che sono caratterizzati da una sfrenata tendenza ad abbuffarsi per il piacere irrefrenabile del mangiare.

Sia nell’uno che nell’altro caso non ci si sente mai né sazi né tantomeno soddisfatti, anche se si cerca rifugio e compensazione nel vomito. Si può e si deve, quindi, scegliere ed educare al mangiare in maniera sana ed equilibrata per “vivere al meglio” delle proprie possibilità e per imparare ad assaporare il gusto del piacere.

Al fine di promuovere il benessere e di sostenere una maggiore sensibilizzazione sui corretti stili di vita, si propongono programmi di educazione alimentare differenziati per età, avvalendosi anche della collaborazione di un biologo nutrizionista.

Si propongono inoltre percorsi di psicoterapia individuale e familiare tarati sulla base della specifica richiesta di aiuto.